Le ricette fanno parte della storia culinaria del nostro paese

Le ricette culinarie hanno radici storiche remote.

Ricette rielaborate ma dal gusto antico.

Con il passare degli anni si è raggiunto il giusto equilibrio nella preparazione di alcune ricette    che sono state ripristinate, rielaborate e modificate.
Ma è doveroso ricordare che le ricette della tradizione culinaria erano povere e soprattutto legate ad ingredienti facilmente reperibili dalla terra come i cereali, i legumi o le verdure. Tutto ciò si evince da antichi scritti ritrovati a distanza di anni come ‘il liber de coqina’ scritto in lingua latina all’inizio del 300 e successivamente tradotto.

Lo scritto riporta ricette di varie epoche e i legumi sono proprio gli ingredienti predominanti del ricettario. Tuttavia, non mancano pietanze elaborate con accenni agli influssi arabi o del periodo greco romano e con piatti dal valore prettamente simbolico realizzati in determinati periodi dell’anno come la Pasqua o il Natale.
Oggi le ricette attuali sono una chiara rivisitazione di quei patti antichi ma totalmente riscoperti e diffusi a livello nazionale ed internazionale.

I nomi delle ricette sono rimasti invariati.

Gusto nuovo ma nome uguale.

Nonostante un’adeguata rivisitazione delle ricette, il nome è rimasto invariato forse per mantenere stretta la propria tradizione a dispetto di altre regioni che rivendicano la paternità di alcune pietanze.
La prova regina la troviamo in quei piatti poveri ma gustosi e saporiti come ad esempio quelli romani quando gli scarti degli animali, venivano trasformati in secondi succulenti ed oggi di fama mondiale.

Gli spaghetti alla carbonara è un piatto romanesco per antonomasia eppure molti l’attribuiscono a ‘Carbonara’ un antico paese pugliese o addirittura ai carbonari umbri.
Tutte le ricette dei nostri giorni, sono desunte da quelle storiche tanto da essere accompagnate dall’appellativo di colui che si presume l’abbia inventate. Un esempio lampante sono le ‘Tagliatelle alla Messimburgo’ il cui nome riprende proprio quello di un cuoco, un tal Cristoforo da Messimburgo che operava nelle cucine degli Estensi.

Per celebrare lo sfarzoso matrimonio tra Lucrezia ed Alfonso d’Este, questo lavorante dalle innate capacità creative inventò questo piatto singolare che fu apprezzatissimo dai commensali. Una leggenda racconta che il famoso Napoleone Bonaparte durante la Battaglia di Marengo, non volle toccar cibo fino al suo trionfo. Il ‘pollo alla Marengo’ nacque perché il cuoco del suo seguito, raccattò un pollo da alcuni contadini e lo condì con quello che rimediò ossia gamberi di fiume e funghi.

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Oggi esistono ricette per tutti i gusti ed esigenze.

Tradizione rispettata ma nel rispetto del sapore.

Sia sul web che durante le trasmissioni televisive a tema, troviamo ricette che accontentano qualsiasi tipo di palato e di esigenza.
Ingredienti di alta qualità vengono trasformati in manicaretti elaborati per far colpo sui commensali mentre altri come latte, yogurt o formaggi leggeri diventano preziosissimi per chi desidera realizzare ricette sane e genuine per una dieta equilibrata.
Nel mondo culinario sta spopolando la cosiddetta ‘spesa intelligente’ infatti secondo ricerche recenti, pare che gli Italiani accontentino sia il palato che il portafoglio acquistando ingredienti dall’ottimo rapporto qualità/prezzo per preparare ricette che offrano piacere e nutrizione ma ad un prezzo conveniente.