E la macchia non c’è più!

‘Porca miseria!’ esclamò Pietro mentre continuava ad osservare una macchia di umidità che si era formata nella sua cucina.
Era iniziato tutto qualche settimana prima. Una leggera zona che si era improvvisamente ombrata di grigio proprio vicino al lavello: segno evidente di qualche perdita di acqua da qualche tubo interno.
Aveva chiamato un idraulico che aveva messo a posto il danno di poco conto ma la traccia della perdita di acqua, nel frattempo si era resa più che evidente lasciando la propria firma su di una parete immacolata di una cucina che, a parte questo, era davvero bella. Peccato per quel pugno in un occhio di quel grigio infido che marchiava negativamente l’ambiente.
‘Chiama Giorgio – rispose la moglie – lo sai che è un amante del bricolage. Forse può aiutarti a risolvere il problema’.

Quando venne il suo amico Giorgio per un sopralluogo, questi era armato solo della sua esperienza e della nomea che si era guadagnato all’interno di una cerchia di conoscenti che lo interpellavano alla bisogna, quando avevano qualche problema in casa. Lui si metteva a disposizione in nome dell’amicizia, sfruttando la sua passione per il bricolage. E se prima il suo hobby sollevava qualche sorrisino di compiacimento poi, quando la sua opera occorreva, tutti lo guardavano con profondo rispetto e una buona dose di ammirazione. Effettivamente sapeva fare tutto dentro casa. Passava così il suo tempo libero, dedicandosi a quella passione del fai da se che, con il tempo, lo aveva reso un formidabile artigiano tuttofare.

‘E’ semplice ‘ disse dopo aver analizzato il problema .
Così facendo estrasse dalla sua borsa alla Etabeta, della carta abrasiva che iniziò a passare sull’intonaco umido per eliminarlo, ponendo a vergine il muro. Completata questa operazione mise dentro una bacinella, un liquido contro l’umidità spiegando che serviva a proteggere il muro rendendolo impermeabile. Attese con pazienza che si asciugasse, assicurandosi che tutto stava a posto. Poi preparò della cementite che passò delicatamente per due volte e, una volta che si era asciugata perfettamente, continuò passando due mani di pittura lavabile aspettando entrambe le volte, che si fosse asciugata e che avesse tirato.
Una semplice operazione (per lui) che durò qualche ora più di attesa per lavorare sulla parete asciutta che non per altro.
Alla fine, un caffè celebrò il risultato di un lavoro eccellente.
‘Missione compiuta’ disse con una falsa modestia.
A Pietro non restò altro da fare che ammirare la sua cucina di nuovo immacolata e di provare un poco di invidia per il suo amico dalle mani d’oro, benedicendo la passione per il bricolage del suo amico che, in poco tempo e senza costi, aveva risolto un piccolo problema.